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Incontinenza urinaria femminile, una malattia silenziosa

L’incontinenza urinaria femminile, cioè la perdita involontaria di urine con alterazione della qualità di vita delle donne che ne soffrono, è una patologia frequente che coinvolge circa 3 milioni di donne in Italia. Il dato è sottostimato in quanto, le donne che ne soffrono raramente ne parlano al proprio medico ed è per questo che è chiamata anche la “malattia silenziosa”.

Vi sono varie forme di incontinenza urinaria nella donna, la più frequente è quella definita da stress cioè perdite di urine associate a sforzi, (tosse, starnuti, risate, attività ginniche) segue l’incontinenza da urgenza e quindi la mista dove le due forme sono associate.

Le donne che soffrono di incontinenza da sforzo hanno una particolare predisposizione legata al proprio particolare tipo di tessuto connettivo sul quale, cause quali lavori gravosi, parti, sovrappeso ecc., determinano uno stiramento di quello che supporta vescica e uretra, con quadri di ipermobilità dell’uretra e incontinenza urinaria e, spesso anche quadri di prolasso vescicale e non solo.

Anche gli ormoni svolgono un ruolo, perché hanno un’azione di mantenimento del tono muscolare dell’intera area pelvica. Con la menopausa cala la loro produzione e quindi si assiste ad un aumento degli episodi di perdite involontarie di urina

L’incontinenza da urgenza, che è preceduta da un intenso ed impellente desiderio di urinare, è meno frequente di quelle da sforzo (circa il 15% dei casi). In alcuni casi inoltre possono essere presenti entrambe le forme in modo associato, per questo si parla di incontinenza mista.

Vi sono altre possibili forme di incontinenza molto meno frequenti quale quella cosiddetta da “overflow”, che si verifica quando la vescica è incapace di svuotarsi in modo sufficiente e rimane troppo piena.

Come trattare l'incontinenza urinaria

La cura dell’incontinenza urinaria ovviamente è in funzione della causa.

Si parte dal modificare lo stile di vita, (riduzione del peso, l’abolizione o la riduzione di assunzione di caffè e lo stop del fumo), quindi esercizi mirati per la riabilitazione della muscolatura pelvica, l’utilizzo di farmaci specifici, infiltrazioni di botulino e Infine la nuova chirurgia uroginecologica.

Il prolasso genitale invece, consiste nell’abbassamento dalla sede naturale e talvolta fuori dall’introito vaginale di una o più strutture pelviche – utero, vescica e retto e spesso si associa all’incontinenza urinaria. Patologia notevolmente impattante sulla qualità di vita e sulle funzioni degli organi pelvici nonché sulla funzione sessuale.

Il Restyling del Pavimento Pelvico e la risoluzione del Prolasso si basa su sofisticate tecniche di chirurgia vaginale in grado di effettuare una minuziosa e millimetrica ricostruzione del pavimento pelvico. Questi interventi consentono spesso di non asportare l’utero e si possono effettuare in anestesia peridurale.

Vedi anche:

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DOTT. ALESSANDRO D’AFIERO

Uroginecologo chirurgo pelvi perineale

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